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Sex and the Body

Sex and the body: la sessualità in un racconto attraverso il corpo

Il corpo è la casa che abitiamo e in cui abitano le nostre emozioni e i nostri pensieri. Attraverso il corpo entriamo in contatto con gli altri e mettiamo in atto i nostri comportamenti. Pensiamo a quanto è importante la nostra pelle, come confine tra il nostro dentro e il fuori, tra noi e gli altri, tra noi e il mondo. A come la nostra pelle e il nostro corpo si avvicinino volontariamente alla pelle e al corpo degli altri in svariate circostanze, tra cui ovviamente quelle di tipo affettivo e sessuale. Ecco perché il corpo sarà la traccia di questo racconto.

La sessualità è un’area della vita che accompagna le persone per tutto il corso della loro esistenza, ed è parte fondamentale del benessere personale e relazionale. Dobbiamo quindi capirla, prendercene cura e dovremmo avere la possibilità di ricevere informazioni durante tutto il corso della vita su questo tema, perché la sessualità è qualcosa che cambia, fa star bene e a volte male, è influenzata dagli eventi che accadono, dai cambiamenti fisici, dalla malattia, dalle relazioni, dalle tappe evolutive e dall’invecchiamento.

Iniziamo dalle origini:

La sessualità ha a che vedere con i bambini e le bambine ancora prima che nascano o che nasca l’idea di concepirli.

“Quando deciderò di diventare mamma o papà vorrei avere una femmina, vorrei avere un maschio”. Quando il bambino è stato concepito nella testa dei suoi genitori, siano essi genitori biologici o genitori adottivi, il suo corpo sessualizzato diventa oggetto di progetti e speranze che hanno a che vedere con il suo essere maschio o femmina e che spesso sono legati anche a stereotipi culturali.

“Ho comprato una tutina per il tuo bimbo o la tua bimba e dato che non si sa ancora il suo sesso l’ho presa di un colore che vada bene per una femmina come per un maschio”. C’è ancora l’idea che esistano colori femminili e colori maschili, e come il corpo si veste o viene vestito, così come il modo in cui esso si muoverà, il tipo di lavoro che il proprio figlio o la propria figlia si spera farà, il modo in cui si comporterà nella sua sessualità, e molte altre cose, sono ancora fortemente predeterminate nella testa degli adulti che attendono questo piccolo corpo o lo accolgono.

Non è detto però che il nuovo personaggio della storia di una coppia o di una famiglia si esprima poi sul palco della vita reale seguendo il canovaccio del copione già scritto per lui o lei, e difficilmente il bambino o la bambina immaginati saranno uguali ai bambini reali, anche nel modo in cui esprimeranno la loro sessualità, nei ruoli, nei modi, nelle relazioni, nel loro corpo, nel corso del tempo.

Ma andiamo avanti con la nostra storia attraverso il corpo. Abbiamo parlato di come la sessualità abbia a che vedere con la persona prima ancora che essa venga concepita.

Ora pensiamo invece a quando il corpo è ancora piccolo e si sta sviluppando.

Forse non tutti sanno che già durante la vita intrauterina sono state registrate grazie alle moderne ecografie delle erezioni nei feti maschi. L’eccitazione nel corpo femminile non è così facilmente visibile ma è chiaro che l’eccitazione sessuale può avvenire addirittura ancora prima di nascere.

Poi si viene al mondo e piano piano si scopre la sessualità prima attraverso il proprio corpo e poi attraverso il contatto con il corpo degli altri.

I bambini e le bambine scoprono ben presto che è piacevole toccare il loro corpo, alcune parti più di altre. Questo è il momento in cui è fondamentale che i genitori e in generale gli adulti che si prendono cura del bambino reagiscano nel modo giusto. Spesso ci si spaventa e si tende a reagire in modo negativo quando si vede un bambino o una bambina esplorare il proprio corpo. “Cosa stai facendo”? “Vergognati” “Non si fa” … i piccoli vengono sgridati, e viene così mostrato loro che quella cosa è una cosa brutta e sporca. Questo può incidere molto sul modo in cui svilupperanno la loro vita sessuale nei tempi successivi.

Magari si sgrida il bambino perché si è imparato così, magari perché si ha avuto una educazione rigida o perché la sessualità è ancora considerata un po’ un tabù, o magari semplicemente perché non si sa cosa fare. Ecco allora che l’aiuto professionale può essere utile ai genitori per gestire queste situazioni nel modo migliore.

Poi si cresce, si entra nella pubertà e il corpo cambia, si trasforma, le sensazioni e le esperienze che si provano sono nuove.

Anche le reazioni degli altri a questi cambiamenti influiscono sullo sviluppo psicosessuale. Sembra difficile crederlo ma ancora oggi, ad esempio, ci sono donne che non sono state informate in tempo e adeguatamente sulle mestruazioni e hanno vissuto il menarca come un momento traumatico o comunque fortemente stressogeno. Anche questo è un passaggio fondamentale della crescita che può stabilire come la sessualità verrà vissuta successivamente, nell’età adulta.

A volte l’esplorazione naturale del proprio corpo avviata nell’infanzia, non continua, si blocca, a causa di reazioni negative, educazioni rigide, paure vergogna, o sensi di colpa. Eppure la conoscenza del proprio corpo, delle proprie sensazioni e del proprio piacere è fondamentale per lo sviluppo di una sessualità sana e piacevole.

La conoscenza del corpo parte dalla conoscenza visiva. Mentre negli uomini questa conoscenza è immediata e naturale, dato che i loro genitali sono completamente visibili, nella donna questo spesso risulta meno consueto. La donna spesso guarda le proprie parti intime più nascoste solo quando ha paura che qualcosa non vada, perché sente un bruciore, una ghiandola gonfia. Allora si arma di specchietto e dà un’occhiata. Non si può dire pertanto che guardare qualsiasi parte del proprio corpo sia uguale. Cioè, una mano e una vulva vengono guardate diversamente da chi le possiede. Eppure non sono tutte parti del proprio corpo?

Spesso succede quindi che nella donna la scoperta del proprio piacere venga delegata ad altri.

La consulenza sessuologica può aiutare a correggere i vissuti negativi verso la sessualità e a superare gli ostacoli educativi ed esperienziali al benessere sessuale.

Talvolta la crescita psicosessuale è turbata da eventi traumatici: abusi, molestie, violenze. Corpo e mente violati.

In questo caso è la psicoterapia il percorso più utile per prendersi cura di questo tipo di sofferenza.

Tornando al nostro racconto…Il corpo continua a crescere, la sessualità assume significati relazionali ed emotivi sempre più complessi, e trova obiettivi e scopi nuovi. Diventa scoperta di sé con l’altro, diventa legame, e diventa a volte desiderio di maternità o paternità. E il circolo ricomincia, torniamo all’inizio della nostra storia, che si ripete nuovamente.

Talvolta il desiderio di avere un figlio, all’interno di una coppia, può creare dei cambiamenti, soprattutto quando è difficile da realizzare.

Questo può influire sulla sessualità, che può ad esempio cambiare, diventare più programmata e meno spontanea. Tutto si complica ulteriormente quando la coppia necessita di un aiuto esterno come la procreazione medicalmente assistita o quando la scelta è orientata verso una adozione.

Sono situazioni, queste, che possono influire sulla relazione, sulla sessualità di coppia e magari coppie che hanno sempre avuto una sessualità soddisfacente si trovano per la prima volta ad affrontare dei disagi.

Abbiamo parlato di un corpo come casa che abitiamo, un corpo che si muove, pensa, si emoziona e si relaziona. Molte sono le cose che possono influire nel corso della vita sul benessere personale, relazionale e sessuale. Spesso si tratta di situazioni momentanee, transitorie: un po’ più di stress sul lavoro, un po’ più di stanchezza, un po’ di conflitto familiare, un po’ di problemi economici, eventi contingenti che creano un po’ di destabilizzazione.

Altre volte le situazioni sono più durature e creano la necessità di un lavoro più profondo sulla persona o sulla coppia.

È sempre bene, quando si affaccia nella vita di una persona un problema o un disagio nella sfera sessuale, prendersene cura subito, perché affrontare immediatamente la situazione con un aiuto professionale può portare a una soluzione immediata ed evitare un inutile protrarsi della sofferenza.

Nel corso della vita, poi, il corpo può ammalarsi, può ferirsi, può invecchiare, cambiare.

Tutte queste situazioni possono incidere molto sul rapporto che la persona ha con il suo corpo, sul modo di approcciarsi al corpo dell’altro, sul modo di vivere la propria intimità.

Una malattia ad esempio può creare difficoltà sia nella persona che ne è affetta e sia nell’altro membro della coppia. Pensiamo a persone che hanno avuto un infarto, ad esempio. “Potrebbe succedergli qualcosa mentre facciamo l’amore”? “Ho paura di fargli male, ho paura che non si senta bene”, ecc.

Nel film “Qualcosa di buono” con Hilary Swank, quello in cui lei interpreta una giovane donna affetta da SLA, quando alla protagonista viene diagnosticata la malattia, il suo rapporto di coppia cambia: una scena  mostra come suo marito abbia difficoltà ad approcciarsi sessualmente a lei, nonostante la sua malattia non sia ancora totalmente conclamata.

Ci sono poi interventi chirurgici che possono influenzare il modo di vivere la sessualità, a volte anche a livello più psicologico che fisico.

Soprattutto quelli che hanno a che vedere con gli organi sessuali o le parti del corpo più sessualizzate. Una operazione alla prostata, all’utero, al seno, possono creare paure, vergogne, timori, che rendono difficile approcciarsi serenamente a questa importante area della vita. Qualcosa è cambiato, qualcosa non è più come prima.

Un’altra situazione che spesso crea problemi nel modo di vivere la sessualità è l’arrivo della menopausa nella donna. Il corpo risponde in maniera diversa e ciò influenza il modo in cui la donna vive psicologicamente il piacere.

È importante pensare che la sessualità è inserita in una persona che cambia, in un corpo che cambia, in relazioni che cambiano, in situazioni che cambiano, per questo è bene prendersene cura sempre, e avere una educazione sessuale che possa accompagnare tutte le fasi della vita.

La sessuologia si occupa proprio di questo, di educare, informare, promuovere il benessere sessuale, prima di tutto, ma anche di curare specifici disturbi, come i disturbi del desiderio, come la disfunzione erettile, come l’eiaculazione precoce, l’anorgasmia, il vaginismo o il dolore sessuale psicogeno.

Una ricerca dello scorso anno, condotta congiuntamente da studiosi di una università ungherese e una statunitense e pubblicata a marzo 2020, ha studiato il rapporto tra immagine corporea nelle donne e benessere sessuale.

Questo interessante studio ha mostrato come vi sia una correlazione tra l’insoddisfazione verso l’immagine corporea femminile e i disturbi dell’orgasmo.

Avere una immagine di sé negativa ha degli effetti psicologici negativi, porta ad emozioni e pensieri negativi, ad ansia e angoscia, incidendo sul piacere e sulla risposta sessuale, non solo nella sessualità di coppia ma anche per quanto riguarda l’autoerotismo.

Se pensiamo che tra i disturbi più diffusi nelle donne ci sono l’orgasmo ritardato e l’anorgasmia e come queste condizioni portino la donna a un enorme distress psicologico, capiamo l’importanza di questa ricerca, che ha mostrato come una immagine body positive sia associata a una più piacevole vita sessuale.

È stato rilevato anche che l’immagine positiva del proprio corpo non dipenda dalle dimensioni del corpo, o dall’indice di massa corporea, ma sia soggettiva e dipenda invece da fattori come l’autostima e il benessere psicologico.

In che modo si manifesta questa correlazione tra immagine negativa di sé e sessualità? Attraverso il fatto che l’attenzione posta al corpo, la paura di esporlo, la vergogna, il timore della valutazione esterna, distraggono dalle sensazioni piacevoli che il corpo stesso invia, distraggono dall’intimità e dal piacere.

Nel tempo, queste esperienze negative possono portare la donna anche ad evitare le interazioni sessuali e a sviluppare un disturbo del desiderio, per proteggersi da un tipo di esperienza vissuta come non piacevole.

Come sessuologa mi trovo molto spesso a lavorare sul corpo, sull’immagine corporea visiva e tattile e con le mie pazienti donne ho notato come la conoscenza di sé e delle proprie sensazioni siano il primo fondamentale passo verso l’acquisizione di una vita sessuale soddisfacente.

E veniamo ora ai tipi di intervento che abbiamo a disposizione per promuovere il benessere sessuale e ripristinare o migliorare l’intimità di coppia e il piacere. 

La psicoeducazione è uno degli interventi più importanti, in tutte le situazioni. La contraccezione, la prevenzione del rischio di gravidanze indesiderate o di malattie sessualmente trasmissibili, far conoscere l’influenza delle sostanze sulla sessualità, capire come funzionano le varie fasi della risposta sessuale, sono solo una parte del processo educativo a cui tutti dovrebbero avere accesso.

È importante anche però conoscere cosa cambia con il corpo che cambia, ad esempio con l’avanzare dell’età il desiderio e l’eccitazione cambiano un po’ il loro modo di manifestarsi e sapere questo è utile per pensare di non avere qualcosa che non va, ma semplicemente di essere un po’ diversi da prima e potere comunque mantenere o ritrovare il piacere, semplicemente con modalità diverse.

Il Sex Counseling si avvale di interventi di psicoeducazione, è orientato alla diagnosi e a indirizzare le persone verso il giusto percorso da intraprendere, ed è utile per migliorare la vita sessuale laddove non ci sia un disturbo conclamato ma ad esempio una situazione transitoria di difficoltà o qualora si voglia ampliare la conoscenza di sé, del proprio corpo, e di sé con l’altro.

Un altro intervento possibile è quello della Sex Therapy o terapia sessuale, che è una terapia in genere breve, focalizzata sul disturbo, e atta a creare dinamiche relazionali e comportamentali utili a scardinare abitudini, comportamenti, emozioni, pensieri negativi che alimentano e mantengono la sofferenza e i problemi sessuali.

Qui siamo di fronte al corpo che non funziona, o che non funziona come si vorrebbe, ma spesso questo malfunzionamento ha origini prettamente psicologiche e può essere affrontato con buoni esiti attraverso il giusto aiuto. Non è il corpo che non funziona in realtà, ma è quella emozione, quel pensiero, quel comportamento, quella specifica relazione, che non gli permettono di funzionare.

Perché i problemi sessuali dipendono a volte da comportamenti errati, altre volte da dinamiche relazionali e comunicative disfunzionali, o da pensieri ed emozioni disturbanti, o ancora dall’aver avuto una educazione rigida, o dall’avere avuto esperienze negative o traumatiche nell’ambito della sessualità.

Abbiamo parlato della psicoeducazione, della consulenza e della terapia sessuale…

Ci sono poi delle situazioni in cui è meglio lavorare attraverso una terapia di coppia, o individuale.

Rivolgersi a una persona esperta permette di capire quale sia la strada più adatta da percorrere, significa essere capiti, accolti, sostenuti e guidati e non sentirsi più soli.

Spesso si pensa “mi devo rassegnare, sarà sempre così”, altre volte si pensa che tutto andrà a posto da solo. È importante sapere che tutte le situazioni possono essere affrontate, tutte le condizioni possono essere migliorate; il ritorno a una sessualità sana e piacevole può essere possibile e un aiuto esterno è fondamentale, perché i problemi sessuali creano dei circoli viziosi tra corpo, pensieri ed emozioni che difficilmente riescono a essere fermati da soli, anzi, questi problemi tendono ad alimentarsi da soli, anche attraverso l’uso di strategie non adeguate e a volte contrarie a quelle che funzionerebbero davvero.

A volte c’è la difficoltà a parlare di queste cose con un’altra persona, e questo è assolutamente comprensibile. Ci vuole un po’ di coraggio a fare il primo passo, ma poi generalmente ci si rende conto che il rapporto con una psicoterapeuta e una sessuologa è molto diverso da quello che ci si era aspettati.

Parlare con una professionista, in un ambiente accogliente e comprensivo è più semplice di quanto si possa pensare.

Può essere difficile, faticoso a volte, ma si tratta di un percorso che si fa insieme e nel rispetto dei tempi della persona e delle sue sensibilità. Mi è capitato spesso di sentire i miei pazienti e le mie pazienti dire, “avrei voluto essere venuto qui prima”, “se avessi saputo che era così mi sarei decisa prima”, eccetera.

Un primo passo, una consulenza.

Prendere il telefono e chiamare, chiedere un appuntamento. Questo è il passo più difficile, quello che porta a maggiore esitazione, per vari motivi, perché si pensa che nulla cambierà, oppure che tutto cambierà magicamente, oppure che non si riuscirà a parlare di queste cose con un’altra persona. Gli scenari che abbiamo in testa sulle cose che non conosciamo, sulle esperienze che non abbiamo ancora fatto, possono essere poco realistici, o molto distanti da quelli veri e a volte quel primo passo è fondamentale per aprire degli scenari nuovi.

La Sex Addiction: voglio ricordare che proprio perché la sessualità è una forma di piacere, come tutti i piaceri può anche essere soggetta a un uso, per così dire, sbagliato o negativo. La sessualità diventa allora una ossessione, una compulsione, una dipendenza, qualcosa che si sente di non riuscire a controllare, che fa soffrire. Questo tipo di sessualità porta a comportamenti errati, incontrollati, ripetitivi e spesso rischiosi. Può sembrare non ci sia via di uscita da questo circolo vizioso, ma un lavoro psicoterapeutico può portare invece al ritorno ad una sessualità “sana” e piacevole.

Siamo all’interno di una grande complessità. La sessualità sarebbe di per sé semplice, se fosse vissuta come ad esempio per gli animali. Ma le persone sono più complesse, hanno un mondo enorme di significati, fantasie, dinamiche relazionali, che possono rendere da una parte più ricca questa esperienza ma dall’altra anche più difficile.

Ogni persona ha il suo bagaglio di esperienze, la propria modalità di stare in relazione, la sua maggiore o minore quantità di desiderio, il suo modo per eccitarsi, i suoi valori, le sue preferenze. Ogni persona o coppia è qualcosa a sé, che ha bisogno, nei momenti di difficoltà, di un particolare percorso.

Con questo articolo ho cercato di fornirvi una panoramica generale sulla sessualità e sui modi per prendersene cura, perché la sessualità è un tema estremamente vasto e pieno di sfaccettature. Spero comunque di avervi fornito, attraverso questo racconto che parte dal corpo e arriva alla mente, alle emozioni, ai comportamenti e alle relazioni, un piccolo iniziale orientamento.

Qualora aveste riconosciuto qualcosa di voi in questo racconto, voleste approfondire o prendervi cura di qualche vostra difficoltà, potete chiedere un appuntamento presso i miei studi oppure online.

Benessere sessuale Studio Pegaso
Le routine sessuali

Le routine sessuali

Che cosa sono e come si innescano le routine sessuali?

Quelle che chiamo “routine” sono essenzialmente i comportamenti sessuali monotoni, ripetitivi: stessa ora e stesso giorno, stessa posizione, stesso luogo, stessa sequenza (ad esempio si passa sempre subito al sodo senza stuzzicarsi, senza giocare, senza lasciare che le carezze, le parole, i baci possano svolgere il loro compito e innescare o aumentare il desiderio e l’eccitazione).

La coppia può entrare in una routine sessuale per svariati motivi, ne vediamo insieme due principali.

Il primo è la riduzione progressiva dello spazio di gioco nella coppia. All’inizio di una storia spesso ci si corteggia molto, ci si stuzzica con le parole, si provano nuove esperienze, si dà spazio alla fantasia, ma questa fase può non venire alimentata o non essere alimentata a sufficienza nel progredire del tempo e piano piano si inizia a dare le cose per scontate e a vivere dei copioni sempre uguali o molto simili.

C’è un film commedia, con Cameron Diaz, che parla di una coppia che è appunto entrata in una routine sessuale e ha smesso di giocare. Si intitola “Sex tape – Finiti in rete”.

Ve ne consiglio la visione, soprattutto in coppia, perché, benché racconti la sessualità di coppia in modo esilarante, come molte altre commedie americane, descrive molto bene il processo di cambiamento che la sessualità subisce quando la famiglia, le responsabilità, il lavoro, fanno sì che si ritagli sempre meno tempo per lo spazio intimo di coppia.

Il film mostra come sia importante ricominciare a giocare nella sessualità, quando le abitudini iniziano a minare la complicità e l’intimità, per riscoprire il desiderio e il piacere.

Nel film il gioco ha delle brutte conseguenze, ma ciò che ci interessa di questa storia è come giocare possa mantenere viva e riaccendere la sessualità di coppia. Alla fine, poi, anche le disavventure in cui incorrono i protagonisti, finiscono per diventare uno stimolo alla loro complicità.

Un secondo motivo per cui si innescano le routine sessuali è l’uso sbagliato delle occasioni.

Mi spiego meglio: è possibile che si faccia l’amore perché c’è la voglia e c’è l’occasione. Tutto bene, quindi in questo caso.

A volte c’è tanta voglia e l’occasione la si crea, se non c’è. Pensiamo agli scambi amorosi negli ascensori o nella stanza delle fotocopiatrici in ufficio. Nessun ostacolo, neanche la paura di essere sorpresi, fa spegnere il desiderio. Anche qui tutto bene.

Ma a volte ci si trova di fronte a delle buone occasioni e non si ha voglia: ad esempio i genitori sono andati al mare e la casa è libera, si è fuori per un weekend e si ha una bella camera a disposizione, i bambini dormono dai nonni il venerdì sera e il venerdì è l’unico momento che si può dedicare al sesso. L’occasione quindi deve essere sfruttata, anche se uno o entrambi i partner non hanno voglia in quel preciso momento.

L’occasione DEVE essere sfruttata. Quando c’è di mezzo il verbo “dovere” nella sessualità, vi si deve accendere sempre un campanellino d’allarme… Devo farlo perché lui/lei lo vuole fare, devo farlo perché da tempo non lo facciamo, dobbiamo farlo perché altrimenti chissà quando avremo di nuovo l’occasione.

Queste non sono delle buone ragioni per fare l’amore, non credete?

Lei lo vuole e io lo voglio, è tanto che non facciamo l’amore e non vediamo l’ora di rivederci, abbiamo molta voglia e la casa è libera, e quindi oggi dedichiamo tutto il giorno a noi, alle nostre carezze. Queste sono buone ragioni, perché sono condivise, perché c’è la voglia e non solo l’occasione, perché entrambi provano desiderio e VOGLIONO, ripeto, VOGLIONO, stare insieme.

Farlo ogni giovedì alle 16 mentre i figli sono ad allenamento, solo perché la casa è libera, sembra più un dovere che un piacere, e quindi appunto…una routine.

Ora però voi lo sapete, perché ve l’ho raccontato: se nella vostra testa c’è il verbo dovere, state giocando nel campo sbagliato, perché la sessualità è voglia e piacere condivisi e non un calendario.

Per farvi un ultimo esempio: pensiamo a quante coppie alla ricerca di un figlio scandiscono per molto tempo i loro ritmi sessuali in base al momento più adatto al concepimento. Ecco allora che spesso la sessualità perde spontaneità anche in seguito, diventa qualcosa di meccanico, di programmato, e perde la sua dimensione di piacere.

Le routine sessuali sono delle abitudini molto difficili da scardinare da soli perché tendono a consolidarsi, a costruirsi e a mantenersi nel tempo.

Per questo è importante, quando ci si accorge che il piacere è venuto meno, si è instaurato un meccanismo di questo tipo, chiedere un aiuto esterno, un aiuto professionale; perché attraverso questo sguardo esterno e questo aiuto c’è la possibilità, appunto, di ritrovare gli elementi fondamentali della propria intimità di coppia, uno spazio di gioco e un tempo adeguati alla coppia e quindi questo piacere condiviso.


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La tua sessualità va male?

La tua sessualità va male?

La tua sessualità va male ma non fai nulla? Ecco perché.

Sei in un momento della tua vita in cui qualcosa nella tua sessualità non va come vorresti. Hai problemi di erezione o eiaculazione precoce, senti di non avere più la scintilla del desiderio, non riesci a lasciarti andare e vivere serenamente questa importante area della tua vita, non riesci a raggiungere l’orgasmo, ti senti inibito o inibita, sei frenata o frenato dalle paure o dai sensi di colpa. Ma non chiedi aiuto a una persona esperta, rimani nella tua situazione di sofferenza, individuale o di coppia.

Questo succede, molto spesso per tre motivi principali:

Il primo motivo per cui non ti decidi a chiedere un aiuto professionale è la VERGOGNA: si tratta di cose riservate, che devono rimanere nella sfera personale, di cui non riesci a parlare neanche con chi ti sta vicino, e pensi che davanti a una persona estranea, per quanto qualificata, possa essere difficile.

Potresti accorgerti che l’esperienza reale di un confronto professionale è molto diversa da quella che ti sei immaginato o immaginata. Nello studio di una psicoterapeuta o uno psicoterapeuta che si occupa di tematiche sessuologiche troverai accoglienza, un posto sicuro, riservato in cui potrai trovare le indicazioni utili, il sostegno e la guida su come affrontare i tuoi problemi sessuali e relazionali e potresti scoprire che stare bene non è così difficile come pensi.

Il secondo motivo è la RASSEGNAZIONE: ci convivo da così tanto tempo con questi problemi che ritengo siano ormai irrisolvibili.

È vero che più si aspetta ad affrontare i propri problemi e più i pensieri e le emozioni negative si consolideranno, dando vita a un meccanismo che si alimenta da solo e si rinforza. Ma il cambiamento è sempre possibile e l’aiuto di una persona esperta potrà mostrarti che è proprio ciò che pensi e ciò che provi che non ti fa stare bene e che le strategie che metti in atto per risolvere il tuo problema spesso sono contrarie a quelle che funzionano davvero.

Il terzo motivo è l’IDEA che le cose si evolveranno da sole, se lo vorranno. Non ne ho mai avuto bisogno prima, quindi tutto tornerà alla normalità molto presto.

La sessualità invece può cambiare con l’età, oppure a seconda della relazione specifica che hai in questo momento, delle nuove esperienze, dei cambiamenti fisici e psicologici, degli eventi imprevisti che la possono influenzare.

Non ci sono solo persone che hanno il cosiddetto “problema da sempre”, ci sono persone e coppie che hanno avuto sempre una sessualità soddisfacente e in determinate tappe della vita, come ad esempio la menopausa, la ricerca o la nascita di un figlio, un periodo di conflitto nella coppia, una malattia, possono iniziare ad avere dei problemi mai vissuti in precedenza.

Il primo passo da fare?

Chiedere una consulenza, per capire meglio da cosa origina il tuo problema, se ci sono degli aspetti fisici da indagare, e quale cammino si può intraprendere insieme per aiutarti a ritrovare o a costruire il tuo benessere sessuale e relazionale.


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Il Benessere sessuale

Il benessere sessuale

Il benessere sessuale è parte fondamentale del benessere psicologico e del benessere delle relazioni.

Talvolta un problema psicologico, fisico o relazionale è alla base del vivere la propria sessualità in modo negativo; altre volte è la sessualità vissuta male, per scarsa conoscenza di sé e del proprio corpo, per aver avuto una educazione rigida o per aver vissuto esperienze sessuali traumatiche o spiacevoli, a creare difficoltà personali o problemi nelle relazioni e a incidere sulla qualità della vita.

La sessualità umana viene studiata e trattata da una particolare disciplina, che è la sessuologia. Conosciamola meglio.


Cos’è la sessuologia e di cosa si occupa

La sessuologia è una disciplina che si occupa della sessualità umana dal punto di vista biologico (genetica, endocrinologia, fisiologia), evolutivo (sviluppo sessuale e sessualità nelle diverse età della vita), psicologico (dinamiche cognitive ed emotive), comportamentale, sociale, culturale, relazionale (comunicazione, appartenenza, condivisione di significati, amore).

Il suo ambito di studio e di intervento è molto vasto, e comprende principalmente:

1. La promozione della salute sessuale

  • Informazione ed educazione sessuale.
  • Prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.
  • Promozione dell’equità di genere.
  • Prevenzione della violenza, dell’abuso e della discriminazione legati al genere, all’età o all’orientamento sessuale.

2. La diagnosi e la cura dei problemi e delle disfunzioni sessuali.

La sessuologia è intrinsecamente legata alla psicologia, poiché si basa sull’assunto che i comportamenti e gli eventuali disturbi sessuali abbiano frequentemente le loro origini in interferenze cognitive, emotive, culturali o in altri condizionamenti negativi, che non consentono all’individuo di sperimentare un’adeguata conoscenza del proprio corpo e una corretta comunicazione emotiva con il proprio partner.


Ma cos’è la sessualità?

La sessualità è corpo, è pensieri, è emozioni, è relazioni, è piacere – ma può anche essere vissuta con difficoltà o disagio – è qualcosa di personale e allo stesso tempo di interpersonale; è qualcosa che si esprime e si vive in modo diverso a seconda dell’educazione che si è ricevuta, della cultura in cui si è inseriti, della propria storia e delle proprie esperienze di vita.

Il termine “sessualità” è difficile da definire in modo unico ed esaustivo, perché la sessualità assume significati dalle mille sfaccettature, che vengono studiati in modo diverso dalle varie discipline scientifiche (medicina, biologia, psicologia, sociologia, antropologia ecc.), e che hanno connotazioni differenti a seconda della cultura, dell’etica e dei valori individuali e collettivi.

Una delle definizioni più complete della sessualità è stata data dalla WAS (World Association for Sexual Health) nella sua “Dichiarazione sui diritti sessuali”:

“La sessualità è un aspetto centrale dell’essere umano nell’arco di vita e comprende il sesso, le identità e i ruoli di genere, l’orientamento sessuale, l’erotismo, il piacere, l’intimità e la riproduzione. La sessualità è sperimentata ed espressa attraverso pensieri, fantasie, desideri, credenze, attitudini, valori,  comportamenti, pratiche, ruoli  e relazioni”. “ La sessualità è influenzata dall’interazione di fattori biologici, psicologici, sociali, economici, politici, culturali, legali, storici, religiosi e spirituali”.

La sessualità è uno dei più potenti organizzatori della nostra vita relazionale e sociale e un bisogno fondamentale di tutte le specie viventi, e in particolare dell’Uomo, in quanto è parte costitutiva della sua identità e personalità e uno degli strumenti principali di interazione e legame con gli altri. Per questo vanno riconosciute la sua importanza e la sua influenza su molteplici aspetti della vita umana, primi fra tutti la salute psicofisica e il benessere interpersonale.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e la WAS (Associazione Mondiale per la Salute Sessuale), hanno riconosciuto l’importanza della salute sessuale come fattore imprescindibile per il benessere e lo sviluppo umano, e hanno sottolineato l’importanza di promuoverla e di trattare i problemi che la ostacolano, nonché di tutelare i diritti delle persone a viverla in modo libero dalle discriminazioni, dalla violenza, e dai problemi.


Una dimensione privata

La sessualità è considerata una dimensione strettamente privata e personale, e spesso le persone con delle difficoltà si sentono in imbarazzo e trovano difficile chiedere aiuto a un’esperta.

Questo fa sì che la loro vita relazionale e personale diventi difficile e densa di sofferenza. É fondamentale sapere, invece, che non si è soli e che si può contare sul sostegno e sull’aiuto di professionisti competenti.

[Guarda il video: La sessualità va male ma non fai nulla – ecco perché]


I disturbi sessuali

I disturbi sessuali sono delle problematiche cognitive, emotive e comportamentali, altamente sgradevoli per l’individuo, che tendono ad auto-mantenersi e interessano le principali fasi della risposta sessuale che sono:

  • La fase del desiderio.
  • La fase dell’eccitazione.
  • La fase dell’orgasmo.

La mancanza di desiderio, di erezione o lubrificazione vaginale, l’eiaculazione precoce, l’anorgasmia, il vaginismo e i disturbi da dolore sessuale di tipo psicogeno, sono alcuni dei problemi che possono verificarsi nella vita di una persona, ma non sono gli unici.

Ci sono delle difficoltà che nascono in particolari periodi del ciclo di vita (es. sviluppo sessuale, menopausa), o che sono legate a eventi specifici (abusi, violenze, interruzioni di gravidanza, infertilità, nascita di un figlio, difficoltà relazionali), che possono essere affrontate grazie al supporto di una psicoterapeuta specificamente formata in ambito psico-sessuologico.

Non esitate, pertanto, a richiedere un colloquio orientativo, in base alle vostre esigenze e necessità specifiche.

Molti problemi della sfera sessuale si possono risolvere in tempi brevi, e nella stanza della sessuologa potrete trovare l’accoglienza, la professionalità e la guida necessarie a vivere questa importante area della vostra vita in modo sano, piacevole e nuovo e scardinare le routine sessuali che vi impediscono di vivere la sessualità in modo giocoso e sperimentare.

[Guarda il video: Le routine sessuali]

Nella sezione servizi del sito, potete trovare tutte le informazioni sui percorsi di sex counseling e sex therapy e le loro caratteristiche.