Quando e perché andare dalla psicologa

Quando e perché andare dalla psicologa?

Quando e perché andare dalla psicologa? Ecco quali sono i motivi principali per intraprendere un percorso psicologico, una check list per la tua auto-valutazione e alcuni suggerimenti per orientarti e capire meglio se la psicologa possa essere utile a migliorare la tua vita.

Partiamo dallo sfatare un mito: la psicologa non si occupa di “follia” ma di sofferenza, e nella maggior parte dei casi di miglioramento del benessere.

Ti sembro matto?

“Ieri mia moglie mi ha detto che il nostro rapporto è cambiato e non si sente più felice, le mancano gli stimoli per andare avanti e non si sente abbastanza apprezzata. Amo molto mia moglie e ho temuto che dietro alle sue parole di sconforto ci fosse già una decisione presa e mi volesse lasciare. Da tempo mi sono accorto che le cose tra di noi non vanno bene, e anche io ho perso molti degli stimoli che prima il nostro rapporto mi dava, ma ho sempre cercato di evitare di affrontare l’argomento, sperando che prima o poi tutto andasse a posto da solo. Ho capito che tra me e Claudia ci sono dei problemi nel modo di comunicare, tra cui anche molti “non detti”, desideri, paure, pensieri che non riusciamo ad esprimere all’altro. Le ho detto che tengo alla nostra storia insieme e che avremmo potuto forse chiedere aiuto per salvare questo rapporto. Sono stato felice quando lei ha risposto di sì, mi ha confortato sapere che non era tutto perduto. Abbiamo deciso di rivolgerci a una psicologa e iniziare un percorso di coppia”. Ti sembriamo matti?


“Mi sono da poco trasferita nel Nord Italia per motivi di lavoro e ho delle serie difficoltà ad ambientarmi qui, lontana dalla mia famiglia e dai miei affetti. Faccio fatica ad intrecciare nuove relazioni, mi sento un pesce fuor d’acqua, anche in ufficio tendo ad isolarmi e questo non mi aiuta a integrarmi con il nuovo ambiente.  Il trasferimento è stato obbligato, in Sicilia l’azienda ha operato grossi tagli di personale e se non avessi accettato mi sarei ritrovata probabilmente senza un’occupazione. Sono sempre stata una persona allegra e non riesco a riconoscere il mio umore cupo di questi tempi. Spesso mi sento ansiosa, ho paura ad espormi e anche gli ostacoli più piccoli mi sembrano insormontabili. Non ho nessuno con cui condividere le mie difficoltà e quando telefono a casa cerco di non far capire che sono giù di corda, per non preoccupare i miei genitori. Mi sono resa conto che questo è un periodo della mia vita in cui mi può essere utile un sostegno, così ieri ho chiamato una psicologa per avere un primo colloquio e vedere se la cosa mi può essere utile. Non voglio più portare questo peso da sola”. Ti sembro matta?


“Ero in vacanza con mio marito in Egitto e abbiamo deciso di fare una gita in barca. Era sera e c’erano molti turisti come noi sull’imbarcazione su cui siamo saliti. Ho dato un’occhiata in giro, per vedere se c’erano dei salvagente a bordo, in quanto non so nuotare e  mi preoccupo sempre un po’ quando sono in mare. Sembrava tutto a posto, ma non lo era affatto. Non so cosa sia successo esattamente, se siamo finiti contro qualcosa, se abbiamo imbarcato acqua, il fatto è che, una volta al largo, qualcosa è andato storto e ci siamo ritrovati tutti in acqua. Sono andata a fondo in un attimo e mi sono passati per la testa tanti pensieri, il più chiaro e inquietante era che sarei certo morta. Mio marito era caduto in un punto più distante e non riusciva a trovarmi. Per fortuna un ragazzo ha visto che andavo a fondo ed è venuto a salvarmi. Il terrore che ho provato quella sera sembra non volermi lasciare mai. Ho spesso degli incubi, non sono più serena, ho una forte ansia e continuo ad avere nella testa le immagini di quel giorno, e nel corpo la sensazione di soffocare, di essere risucchiata da un vortice d’acqua enorme. Mi hanno detto che il mio disagio è dovuto al trauma che ho subito, al fatto di essermi trovata in una situazione di pericolo per la mia esistenza, impotente, senza difese, non essendo in grado di riportarmi a galla da sola. Ho letto su un forum che molte vittime di traumi simili, ad esempio vittime di terremoti, aggressioni, o altro, hanno tratto beneficio dalla psicoterapia e dalla terapia EMDR ho deciso di rivolgermi quindi a un’esperta”. Ti sembro matta?


Andare dalla psicologa non significa essere matti, come spesso si crede, anzi, significa prendersi cura di sé e delle proprie relazioni e migliorare così la propria qualità di vita.

La sofferenza psicologica non è esclusiva delle persone con problematiche gravi. Tutti, prima o poi, si possono trovare a sperimentare periodi di difficoltà più o meno lunghi e più o meno intensi.

Andare dal medico per un raffreddore è ritenuto lecito, non ci si presenta da lui solo quando si è in una situazione di pericolo di vita. La stessa cosa si può fare quando la sofferenza che si percepisce è psichica e non fisica.

Rendersi conto di non farcela da soli e di avere bisogno di aiuto può essere difficile, ma può anche rappresentare una svolta importante e fondamentale per riacquisire uno stato di benessere che si avverte come temporaneamente perduto.

A volte le nostre energie e il nostro impegno non sono sufficienti per ritrovare la serenità, e le persone che ci stanno intorno possono non avere gli strumenti adatti o sufficienti per aiutarci.

Come stai?

Dedica un po’ di tempo a riflettere su questa breve check list psicologica, e capirai con facilità se una consulenza professionale può esserti utile:


EMOZIONI

Stai provando delle emozioni che vivi negativamente, oppure che senti di non riuscire a controllare o ancora che sono iniziate da quando nella tua vita è accaduto qualcosa di inaspettato o difficile, come una separazione, una perdita, un trauma, un evento stressogeno recente o passato?

No


Senti di non capire cosa provi oppure di sapere cosa provi ma non riuscire ad esprimerlo, o ancora di sapere cosa provi, saperlo esprimere ma in un modo che senti di non riuscire a controllare e non adeguato (es.rabbia esplosiva, paura o angoscia, pianti improvvisi e irrefrenabili…)?

No


PENSIERI

Hai dei pensieri che senti come intrusivi, bloccanti, che rendono difficili le tue scelte, la tua crescita, o che ti rallentano, ti fanno vivere nel dubbio o rendono faticose le tue scelte?

Esempi:

Penso di non valere abbastanza o non essere amabile, ho continuamente paura di ammalarmi, di essere lasciato o di perdere una persona cara, non so cosa mi piace e cosa voglio e ogni decisione diventa un faticoso turbinio di pensieri, ho pensieri intrusivi che non mi fanno dormire, ho la testa sempre piena di preoccupazioni, penso sempre al passato o a quello che deve avvenire in futuro e non riesco a vivere il mio presente, ecc.

No


AZIONI E COMPORTAMENTI

Ti accorgi di mettere in atto dei comportamenti che hanno delle ripercussioni sulla tua vita, sulle tue relazioni, sul tuo lavoro?

Esempi:

Comportamenti autodistruttivi, comportamenti di evitamento delle situazioni che temi, comportamenti negativi verso gli altri che allontanano le persone da te, comportamenti che ti spingono a seguire più i bisogni degli altri che i tuoi, ecc.?

No


Se hai risposto NO a tutti i punti di questa check list, significa che le tue emozioni, pensieri e comportamenti sono positivi e vivi un buono stato di benessere.

Se hai risposto SI a uno o più di questi punti, invece, potrebbe esserti molto utile chiedere una consulenza psicologica e intraprendere un percorso di crescita, che potrà essere anche breve, e aiutarti a non consolidare nel tempo periodi di difficoltà che possono essere transitori e facilmente superabili.

Usare questa check list ti può essere utile adesso ma anche in futuro e per ogni ambito della tua vita.

Ti faccio degli esempi: le problematiche sessuali sono spesso psicologiche e possono avere origine da comportamenti errati, oppure da emozioni o pensieri disturbanti.

La difficoltà ad essere assertivi nella vita, cioè il fatto di reagire passivamente o aggressivamente agli stimoli esterni, è legata ad azioni o comportamenti che originano da pensieri ed emozioni negative.

Un difficile rapporto con il cibo, la scarsa autostima, la difficoltà a risolvere i problemi, a prendere delle decisioni, a metterti in relazione con gli altri hanno a che vedere, di nuovo, con le tue emozioni i tuoi pensieri e le tue azioni.

Quindi, quando e perchè andare dalla psicologa?

Per migliorare il proprio benessere:

  • Migliorare la propria capacità di comunicazione a livello interpersonale.
  • Riconoscere meglio i propri stati interni (emozioni).

E quindi stare meglio con se stessi e con gli altri…

  • Operare delle scelte difficili in modo sintonico ai propri valori e credenze.
  • Rafforzare le proprie risorse e trovarne di nuove.
  • Trovare un momento da dedicare a  se stessi, per condividere  i  propri pensieri,  anche quelli che non si direbbero a nessuno, in un ambiente del tutto protetto.

Per prevenire un disagio:

  • Aumentare la propria conoscenza su argomenti fondamentali  per  il  proprio benessere psicologico (educazione alla sessualità e all’affettività, comunicazione con i figli, ecc.).
  • Operare delle scelte importanti o difficili, valutando le conseguenze positive e negative di ogni  strada che si potrà percorrere, e tenendo conto delle priorità e dei valori che ci caratterizzano.
  • Farsi accompagnare in momenti che attualmente sono gestiti senza  apparente difficoltà, ma che potrebbero avere un impatto negativo sulla propria vita futura, o dei risvolti inaspettati.
  • Prepararsi a un importante cambiamento o evento.
  • Vivere in modo sintonico la propria quotidianità, ritrovare le proprie risorse e la forza di affrontare le difficoltà, accettare situazioni che non è possibile controllare o cambiare (malattie, separazioni, lutti, ecc.) sono alcune delle questioni che possono essere affrontate con l’aiuto di una professionista esperta.

In che modo si può lavorare su tutto questo?

Attraverso un percorso personalizzato, in base alle esigenze e agli obiettivi della persona.

Ecco un elenco di tutti i servizi che offro:

Quali caratteristiche ha una psicologa?

La psicologa è una figura professionale dotata di conoscenze e metodologie di intervento che poggiano su una base scientifica. Essendo la capacità di ascolto e l’empatia due caratteristiche fondamentali del suo operare, la psicologa ha imparato a esercitarle in modo particolarmente attento.

Così come un atleta ha imparato ad allenare i suoi muscoli al meglio, per poter offrire il massimo delle prestazioni, così la psicologa ha coltivato e coltiva in modo scrupoloso le sue attitudini relazionali.

Si ricorda che:

  • La psicologa è tenuta al segreto professionale.
  • La psicologa fornisce un punto di vista imparziale.
  • La psicologa può offrire nuovi spunti di lettura della realtà, in un clima di condivisione e nell’ambito di una relazione basata sulla cooperazione.

“Lo  psicologo  considera  suo dovere accrescere le conoscenze sul comportamento umano ed utilizzarle per promuovere il benessere psicologico dell’individuo, del gruppo e della comunità. In ogni ambito professionale opera per migliorare la capacità delle persone di comprendere se stessi e gli altri e di comportarsi in maniera consapevole, congrua ed efficace …” (Articolo 3 – CODICE DEONTOLOGICO DEGLI PSICOLOGI)

La psicologa opera per il tuo benessere, sempre.


Vuoi conoscermi meglio? Ecco chi sono:

https://laurasalvaipsicologa.it/chi-sono/


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Le routine sessuali

Le routine sessuali

Che cosa sono e come si innescano le routine sessuali?

Quelle che chiamo “routine” sono essenzialmente i comportamenti sessuali monotoni, ripetitivi: stessa ora e stesso giorno, stessa posizione, stesso luogo, stessa sequenza (ad esempio si passa sempre subito al sodo senza stuzzicarsi, senza giocare, senza lasciare che le carezze, le parole, i baci possano svolgere il loro compito e innescare o aumentare il desiderio e l’eccitazione).

La coppia può entrare in una routine sessuale per svariati motivi, ne vediamo insieme due principali.

Il primo è la riduzione progressiva dello spazio di gioco nella coppia. All’inizio di una storia spesso ci si corteggia molto, ci si stuzzica con le parole, si provano nuove esperienze, si dà spazio alla fantasia, ma questa fase può non venire alimentata o non essere alimentata a sufficienza nel progredire del tempo e piano piano si inizia a dare le cose per scontate e a vivere dei copioni sempre uguali o molto simili.

C’è un film commedia, con Cameron Diaz, che parla di una coppia che è appunto entrata in una routine sessuale e ha smesso di giocare. Si intitola “Sex tape – Finiti in rete”.

Ve ne consiglio la visione, soprattutto in coppia, perché, benché racconti la sessualità di coppia in modo esilarante, come molte altre commedie americane, descrive molto bene il processo di cambiamento che la sessualità subisce quando la famiglia, le responsabilità, il lavoro, fanno sì che si ritagli sempre meno tempo per lo spazio intimo di coppia.

Il film mostra come sia importante ricominciare a giocare nella sessualità, quando le abitudini iniziano a minare la complicità e l’intimità, per riscoprire il desiderio e il piacere.

Nel film il gioco ha delle brutte conseguenze, ma ciò che ci interessa di questa storia è come giocare possa mantenere viva e riaccendere la sessualità di coppia. Alla fine, poi, anche le disavventure in cui incorrono i protagonisti, finiscono per diventare uno stimolo alla loro complicità.

Un secondo motivo per cui si innescano le routine sessuali è l’uso sbagliato delle occasioni.

Mi spiego meglio: è possibile che si faccia l’amore perché c’è la voglia e c’è l’occasione. Tutto bene, quindi in questo caso.

A volte c’è tanta voglia e l’occasione la si crea, se non c’è. Pensiamo agli scambi amorosi negli ascensori o nella stanza delle fotocopiatrici in ufficio. Nessun ostacolo, neanche la paura di essere sorpresi, fa spegnere il desiderio. Anche qui tutto bene.

Ma a volte ci si trova di fronte a delle buone occasioni e non si ha voglia: ad esempio i genitori sono andati al mare e la casa è libera, si è fuori per un weekend e si ha una bella camera a disposizione, i bambini dormono dai nonni il venerdì sera e il venerdì è l’unico momento che si può dedicare al sesso. L’occasione quindi deve essere sfruttata, anche se uno o entrambi i partner non hanno voglia in quel preciso momento.

L’occasione DEVE essere sfruttata. Quando c’è di mezzo il verbo “dovere” nella sessualità, vi si deve accendere sempre un campanellino d’allarme… Devo farlo perché lui/lei lo vuole fare, devo farlo perché da tempo non lo facciamo, dobbiamo farlo perché altrimenti chissà quando avremo di nuovo l’occasione.

Queste non sono delle buone ragioni per fare l’amore, non credete?

Lei lo vuole e io lo voglio, è tanto che non facciamo l’amore e non vediamo l’ora di rivederci, abbiamo molta voglia e la casa è libera, e quindi oggi dedichiamo tutto il giorno a noi, alle nostre carezze. Queste sono buone ragioni, perché sono condivise, perché c’è la voglia e non solo l’occasione, perché entrambi provano desiderio e VOGLIONO, ripeto, VOGLIONO, stare insieme.

Farlo ogni giovedì alle 16 mentre i figli sono ad allenamento, solo perché la casa è libera, sembra più un dovere che un piacere, e quindi appunto…una routine.

Ora però voi lo sapete, perché ve l’ho raccontato: se nella vostra testa c’è il verbo dovere, state giocando nel campo sbagliato, perché la sessualità è voglia e piacere condivisi e non un calendario.

Per farvi un ultimo esempio: pensiamo a quante coppie alla ricerca di un figlio scandiscono per molto tempo i loro ritmi sessuali in base al momento più adatto al concepimento. Ecco allora che spesso la sessualità perde spontaneità anche in seguito, diventa qualcosa di meccanico, di programmato, e perde la sua dimensione di piacere.

Le routine sessuali sono delle abitudini molto difficili da scardinare da soli perché tendono a consolidarsi, a costruirsi e a mantenersi nel tempo.

Per questo è importante, quando ci si accorge che il piacere è venuto meno, si è instaurato un meccanismo di questo tipo, chiedere un aiuto esterno, un aiuto professionale; perché attraverso questo sguardo esterno e questo aiuto c’è la possibilità, appunto, di ritrovare gli elementi fondamentali della propria intimità di coppia, uno spazio di gioco e un tempo adeguati alla coppia e quindi questo piacere condiviso.


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La tua sessualità va male?

La tua sessualità va male?

La tua sessualità va male ma non fai nulla? Ecco perché.

Sei in un momento della tua vita in cui qualcosa nella tua sessualità non va come vorresti. Hai problemi di erezione o eiaculazione precoce, senti di non avere più la scintilla del desiderio, non riesci a lasciarti andare e vivere serenamente questa importante area della tua vita, non riesci a raggiungere l’orgasmo, ti senti inibito o inibita, sei frenata o frenato dalle paure o dai sensi di colpa. Ma non chiedi aiuto a una persona esperta, rimani nella tua situazione di sofferenza, individuale o di coppia.

Questo succede, molto spesso per tre motivi principali:

Il primo motivo per cui non ti decidi a chiedere un aiuto professionale è la VERGOGNA: si tratta di cose riservate, che devono rimanere nella sfera personale, di cui non riesci a parlare neanche con chi ti sta vicino, e pensi che davanti a una persona estranea, per quanto qualificata, possa essere difficile.

Potresti accorgerti che l’esperienza reale di un confronto professionale è molto diversa da quella che ti sei immaginato o immaginata. Nello studio di una psicoterapeuta o uno psicoterapeuta che si occupa di tematiche sessuologiche troverai accoglienza, un posto sicuro, riservato in cui potrai trovare le indicazioni utili, il sostegno e la guida su come affrontare i tuoi problemi sessuali e relazionali e potresti scoprire che stare bene non è così difficile come pensi.

Il secondo motivo è la RASSEGNAZIONE: ci convivo da così tanto tempo con questi problemi che ritengo siano ormai irrisolvibili.

È vero che più si aspetta ad affrontare i propri problemi e più i pensieri e le emozioni negative si consolideranno, dando vita a un meccanismo che si alimenta da solo e si rinforza. Ma il cambiamento è sempre possibile e l’aiuto di una persona esperta potrà mostrarti che è proprio ciò che pensi e ciò che provi che non ti fa stare bene e che le strategie che metti in atto per risolvere il tuo problema spesso sono contrarie a quelle che funzionano davvero.

Il terzo motivo è l’IDEA che le cose si evolveranno da sole, se lo vorranno. Non ne ho mai avuto bisogno prima, quindi tutto tornerà alla normalità molto presto.

La sessualità invece può cambiare con l’età, oppure a seconda della relazione specifica che hai in questo momento, delle nuove esperienze, dei cambiamenti fisici e psicologici, degli eventi imprevisti che la possono influenzare.

Non ci sono solo persone che hanno il cosiddetto “problema da sempre”, ci sono persone e coppie che hanno avuto sempre una sessualità soddisfacente e in determinate tappe della vita, come ad esempio la menopausa, la ricerca o la nascita di un figlio, un periodo di conflitto nella coppia, una malattia, possono iniziare ad avere dei problemi mai vissuti in precedenza.

Il primo passo da fare?

Chiedere una consulenza, per capire meglio da cosa origina il tuo problema, se ci sono degli aspetti fisici da indagare, e quale cammino si può intraprendere insieme per aiutarti a ritrovare o a costruire il tuo benessere sessuale e relazionale.


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