Le routine sessuali

Le routine sessuali

Che cosa sono e come si innescano le routine sessuali?

Quelle che chiamo “routine” sono essenzialmente i comportamenti sessuali monotoni, ripetitivi: stessa ora e stesso giorno, stessa posizione, stesso luogo, stessa sequenza (ad esempio si passa sempre subito al sodo senza stuzzicarsi, senza giocare, senza lasciare che le carezze, le parole, i baci possano svolgere il loro compito e innescare o aumentare il desiderio e l’eccitazione).

La coppia può entrare in una routine sessuale per svariati motivi, ne vediamo insieme due principali.

Il primo è la riduzione progressiva dello spazio di gioco nella coppia. All’inizio di una storia spesso ci si corteggia molto, ci si stuzzica con le parole, si provano nuove esperienze, si dà spazio alla fantasia, ma questa fase può non venire alimentata o non essere alimentata a sufficienza nel progredire del tempo e piano piano si inizia a dare le cose per scontate e a vivere dei copioni sempre uguali o molto simili.

C’è un film commedia, con Cameron Diaz, che parla di una coppia che è appunto entrata in una routine sessuale e ha smesso di giocare. Si intitola “Sex tape – Finiti in rete”.

Ve ne consiglio la visione, soprattutto in coppia, perché, benché racconti la sessualità di coppia in modo esilarante, come molte altre commedie americane, descrive molto bene il processo di cambiamento che la sessualità subisce quando la famiglia, le responsabilità, il lavoro, fanno sì che si ritagli sempre meno tempo per lo spazio intimo di coppia.

Il film mostra come sia importante ricominciare a giocare nella sessualità, quando le abitudini iniziano a minare la complicità e l’intimità, per riscoprire il desiderio e il piacere.

Nel film il gioco ha delle brutte conseguenze, ma ciò che ci interessa di questa storia è come giocare possa mantenere viva e riaccendere la sessualità di coppia. Alla fine, poi, anche le disavventure in cui incorrono i protagonisti, finiscono per diventare uno stimolo alla loro complicità.

Un secondo motivo per cui si innescano le routine sessuali è l’uso sbagliato delle occasioni.

Mi spiego meglio: è possibile che si faccia l’amore perché c’è la voglia e c’è l’occasione. Tutto bene, quindi in questo caso.

A volte c’è tanta voglia e l’occasione la si crea, se non c’è. Pensiamo agli scambi amorosi negli ascensori o nella stanza delle fotocopiatrici in ufficio. Nessun ostacolo, neanche la paura di essere sorpresi, fa spegnere il desiderio. Anche qui tutto bene.

Ma a volte ci si trova di fronte a delle buone occasioni e non si ha voglia: ad esempio i genitori sono andati al mare e la casa è libera, si è fuori per un weekend e si ha una bella camera a disposizione, i bambini dormono dai nonni il venerdì sera e il venerdì è l’unico momento che si può dedicare al sesso. L’occasione quindi deve essere sfruttata, anche se uno o entrambi i partner non hanno voglia in quel preciso momento.

L’occasione DEVE essere sfruttata. Quando c’è di mezzo il verbo “dovere” nella sessualità, vi si deve accendere sempre un campanellino d’allarme… Devo farlo perché lui/lei lo vuole fare, devo farlo perché da tempo non lo facciamo, dobbiamo farlo perché altrimenti chissà quando avremo di nuovo l’occasione.

Queste non sono delle buone ragioni per fare l’amore, non credete?

Lei lo vuole e io lo voglio, è tanto che non facciamo l’amore e non vediamo l’ora di rivederci, abbiamo molta voglia e la casa è libera, e quindi oggi dedichiamo tutto il giorno a noi, alle nostre carezze. Queste sono buone ragioni, perché sono condivise, perché c’è la voglia e non solo l’occasione, perché entrambi provano desiderio e VOGLIONO, ripeto, VOGLIONO, stare insieme.

Farlo ogni giovedì alle 16 mentre i figli sono ad allenamento, solo perché la casa è libera, sembra più un dovere che un piacere, e quindi appunto…una routine.

Ora però voi lo sapete, perché ve l’ho raccontato: se nella vostra testa c’è il verbo dovere, state giocando nel campo sbagliato, perché la sessualità è voglia e piacere condivisi e non un calendario.

Per farvi un ultimo esempio: pensiamo a quante coppie alla ricerca di un figlio scandiscono per molto tempo i loro ritmi sessuali in base al momento più adatto al concepimento. Ecco allora che spesso la sessualità perde spontaneità anche in seguito, diventa qualcosa di meccanico, di programmato, e perde la sua dimensione di piacere.

Le routine sessuali sono delle abitudini molto difficili da scardinare da soli perché tendono a consolidarsi, a costruirsi e a mantenersi nel tempo.

Per questo è importante, quando ci si accorge che il piacere è venuto meno, si è instaurato un meccanismo di questo tipo, chiedere un aiuto esterno, un aiuto professionale; perché attraverso questo sguardo esterno e questo aiuto c’è la possibilità, appunto, di ritrovare gli elementi fondamentali della propria intimità di coppia, uno spazio di gioco e un tempo adeguati alla coppia e quindi questo piacere condiviso.


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La tua sessualità va male?

La tua sessualità va male?

La tua sessualità va male ma non fai nulla? Ecco perché.

Sei in un momento della tua vita in cui qualcosa nella tua sessualità non va come vorresti. Hai problemi di erezione o eiaculazione precoce, senti di non avere più la scintilla del desiderio, non riesci a lasciarti andare e vivere serenamente questa importante area della tua vita, non riesci a raggiungere l’orgasmo, ti senti inibito o inibita, sei frenata o frenato dalle paure o dai sensi di colpa. Ma non chiedi aiuto a una persona esperta, rimani nella tua situazione di sofferenza, individuale o di coppia.

Questo succede, molto spesso per tre motivi principali:

Il primo motivo per cui non ti decidi a chiedere un aiuto professionale è la VERGOGNA: si tratta di cose riservate, che devono rimanere nella sfera personale, di cui non riesci a parlare neanche con chi ti sta vicino, e pensi che davanti a una persona estranea, per quanto qualificata, possa essere difficile.

Potresti accorgerti che l’esperienza reale di un confronto professionale è molto diversa da quella che ti sei immaginato o immaginata. Nello studio di una psicoterapeuta o uno psicoterapeuta che si occupa di tematiche sessuologiche troverai accoglienza, un posto sicuro, riservato in cui potrai trovare le indicazioni utili, il sostegno e la guida su come affrontare i tuoi problemi sessuali e relazionali e potresti scoprire che stare bene non è così difficile come pensi.

Il secondo motivo è la RASSEGNAZIONE: ci convivo da così tanto tempo con questi problemi che ritengo siano ormai irrisolvibili.

È vero che più si aspetta ad affrontare i propri problemi e più i pensieri e le emozioni negative si consolideranno, dando vita a un meccanismo che si alimenta da solo e si rinforza. Ma il cambiamento è sempre possibile e l’aiuto di una persona esperta potrà mostrarti che è proprio ciò che pensi e ciò che provi che non ti fa stare bene e che le strategie che metti in atto per risolvere il tuo problema spesso sono contrarie a quelle che funzionano davvero.

Il terzo motivo è l’IDEA che le cose si evolveranno da sole, se lo vorranno. Non ne ho mai avuto bisogno prima, quindi tutto tornerà alla normalità molto presto.

La sessualità invece può cambiare con l’età, oppure a seconda della relazione specifica che hai in questo momento, delle nuove esperienze, dei cambiamenti fisici e psicologici, degli eventi imprevisti che la possono influenzare.

Non ci sono solo persone che hanno il cosiddetto “problema da sempre”, ci sono persone e coppie che hanno avuto sempre una sessualità soddisfacente e in determinate tappe della vita, come ad esempio la menopausa, la ricerca o la nascita di un figlio, un periodo di conflitto nella coppia, una malattia, possono iniziare ad avere dei problemi mai vissuti in precedenza.

Il primo passo da fare?

Chiedere una consulenza, per capire meglio da cosa origina il tuo problema, se ci sono degli aspetti fisici da indagare, e quale cammino si può intraprendere insieme per aiutarti a ritrovare o a costruire il tuo benessere sessuale e relazionale.


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Come stai? La tua check list psicologica

Come stai? La tua check list psicologica

Come stai?

È una domanda che ci viene posta spesso nella nostra vita quotidiana, e altrettanto spesso rispondiamo a questo quesito in modo automatico: BENE!

Questa domanda e questa risposta sono diventate l’inizio normale di una conversazione e ci siamo così abituati a sentirle pronunciare da aver svuotato il loro valore e significato.

Oggi voglio provare con voi a restituire a questa domanda la sua reale importanza.

Come stai è una domanda che ha un finale aperto. Potrebbe essere completata così: come stai fisicamente? Come stai a livello lavorativo, famigliare, economico?

Proviamo allora insieme a rispondere a questa domanda attraverso l’analisi di tre elementi principali: le tue emozioni, i tuoi pensieri, i tuoi comportamenti.

Partiamo dalle emozioni. Stai provando delle emozioni che vivi negativamente da molto tempo, oppure che senti di non riuscire a controllare o ancora che sono iniziate da quando nella tua vita è accaduto qualcosa di inaspettato o difficile, come una separazione, una perdita, un trauma, un evento stressogeno recente o passato? Senti di non capire cosa provi oppure di sapere cosa provi ma non riuscire ad esprimerlo, o ancora di sapere cosa provi, saperlo esprimere ma in un modo che senti di non riuscire a controllare e non adeguato?

Il secondo aspetto da considerare sono i pensieri, come abbiamo visto

Hai dei pensieri che senti come intrusivi, bloccanti, che rendono difficili le tue scelte, la tua crescita, o che ti rallentano, ti fanno vivere nel dubbio o rendono faticose le tue scelte?

Infine, ultimo elemento importante sono i comportamenti, le azioni.

Ti accorgi di mettere in atto dei comportamenti che hanno delle ripercussioni sulla tua vita, sulle tue relazioni, sul tuo lavoro?

Emozioni, pensieri, comportamenti. Ecco. È questa la tua semplice e personale check list psicologica, per aiutarti, da solo, a rispondere alla domanda: come sto?

Usare questa check list è utile per ogni ambito della tua vita.

Ti faccio degli esempi. Le problematiche sessuali sono spesso psicologiche e possono avere origine da comportamenti errati, oppure da emozioni o pensieri disturbanti.

La difficoltà ad essere assertivi nella vita, il fatto di reagire passivamente o aggressivamente agli stimoli esterni è legata ad azioni o comportamenti che originano da pensieri ed emozioni negative.

Un difficile rapporto con il cibo, la scarsa autostima, la difficoltà a risolvere i problemi, a prendere delle decisioni, a metterti in relazione con gli altri hanno a che vedere, di nuovo, con le tue emozioni i tuoi pensieri e le tue azioni.

Allora, come stai?


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